S.B., 37 anni, si presenta in studio per intraprendere un percorso di fisioterapia del pavimento pelvico, come consigliatole dal medico curante in seguito all’intervento laparoscopico per endometriosi.

La paziente riferisce di aver deciso di sottoporsi ad intervento chirurgico per il proprio dolore ricorrente nei rapporti sessuali: un dolore viscerale, profondo, legato a specifiche posizioni assunte durante l’atto sessuale. Credendo che il problema fosse esclusivamente l’endometriosi, S. non comprende perchè il dolore non sia passato in seguito all’intervento.

Spesso, ormai, la paura di sentire dolore le impedisce di avere rapporti completi. Il dolore che percepisce “internamente”, si propaga a livello del basso ventre, e permane per giorni in seguito al rapporto penetrativo, soprattutto durante l’ovulazione.

Mi dice inoltre di come ultimamente faccia fatica a svuotare completamente la vescica, e di come la stitichezza la porti costantemente ad avere emorroidi e a sentire la pancia sempre gonfia, dolorante e tesa. La paziente riferisce di soffrire infatti di colon irritabile, di aver provato vari lassativi stimolanti senza beneficio nel lungo termine.

Ho iniziato pertanto ad eseguire la valutazione della paziente, partendo dalle meccaniche defecatorie e respiratorie e dalla valutazione/palpazione dell’addome, del colon e del diaframma.

Infine, ho valutato in modo specifico i legamenti uterosacrali, sacrotuberosi e i muscoli dell’elevatori dell’ano, muscoli spesso coinvolti come corresponsabili nel dolore endometriosico.

Spiego pertanto alla paziente come eseguire correttamente la spinta defecatoria e come svuotarsi senza generare spinte esagerate a livello del perineo, come eseguire correttamente le respirazioni diaframmatiche, come attivare la propria parete addominale nel modo corretto, come eseguire un automassaggio del colon per promuovere la motilità intestinale, e come gestire con esercizio terapeutico la sua muscolatura pelvica per indurre un rilassamento di tali strutture.

Le consiglio inoltre di intraprendere un percorso con la collega nutrizionista, specializzata in disbiosi intestinale, per regolarizzare la motilità intestinale. Infine, lascio acquistare alla paziente una bacchetta pelvica per autotrattare al domicilio alcuni punti dolenti interni (trigger points).

Grazie a questo trattamento combinato, la paziente riferisce che il dolore percepito a livello addominale durante i rapporti sessuali è scomparso, e che la paura della penetrazione sta finalmente passando. Insieme alla nutrizionista, sta comprendendo come gestire il proprio intestino nella quotidianità, ed inoltre sente di non essere più “vittima” della sua diagnosi di endometriosi, ma di sentirsi protagonista nel percorso di cura.

Ipertono

[Noun]

Soffrire di ipertono pelvico è come soffrire di un forte torcicollo, ma a livello del proprio perineo: i muscoli sono tesi e contratti, in uno spasmo di difesa, e non sanno come rilassarsi. Si può soffrire di ipertono pelvico in seguito ad infezioni ricorrenti, in seguito a traumi ostetrici o interventi chirurgici, oppure per motivazioni di natura psicologica (abusi, paura anticipatoria, fobia della penetrazione).